Intervista a Cesare Moriconi, candidato consigliere alla Regione Sardegna.

Elezioni Consiglio Regionale Sardo 2014: proseguiamo con la pubblicazione delle risposte del candidato Cesare Moriconi nella lista del PD

Cesare, può raccontare qualcosa di sé a chi non La conosce?

Il mio impegno in politica trae origine dall’esperienza nell’associazionismo cattolico locale e regionale e si rafforza con la militanza all’interno di quelle forze politiche che, di estrazione cattolica democratica, si sono evolute sino alla fusione con le altre esperienze della sinistra democratica all’interno del PD.

Si può dire che inseguo, con tanti, il sogno, in Italia, della più grande forza politica popolare progressista e riformista del nuovo millennio, ma vivo anche la sofferenza e la fatica della sua complessità.

Da allora ad oggi, in un contesto socio-economico-politico in straordinaria evoluzione, è successo di tutto, così dalle sezioni siamo finiti sin dentro i social network.

Personalmente capisco e utilizzo, nella misura possibile, gli strumenti del progresso e delle grandi conquiste della tecnologia che hanno rivoluzionato la comunicazione e la dimensione culturale delle nostre comunità, ma mi sento di confessare la nostalgia dell’opportunità del rapporto diretto, allora senza alternative, che la vita nelle sezioni ci offriva quando ancora non esisteva facebook, né twitter, né i talk show televisivi nei quali, in particolare, la politica è implosa, tramutandosi  in mero spettacolo mediatico ad uso e consumo dell’audience e delle televisioni commerciali.

Per quanto riguarda l’esperienza personale all’interno delle istituzioni democratiche, ritengo che i 17 anni trascorsi nel Consiglio Comunale di Sinnai abbiano forgiato il profilo politico che mi porto appresso, arricchito, nelle competenze, dalla responsabilità di Assessore Comunale ai LLPP negli anni, dal 2001 al 2004, in cui sono state avviate e realizzate importantissime opere pubbliche frutto della lungimirante azione politica e di programmazione compiuta, nella consiliatura 1996-2001, dall’amministrazione del Sindaco Tarcisio Anedda.

Da Assessore Provinciale alla Pubblica Istruzione, incarico che ho ricoperto dal 2005 sino al 2009, ho il piacere di ricordare l’ideazione e la realizzazione del Piano Strategico dell’Istruzione, strumento, a costo zero per la provincia di Cagliari, giudicato d’eccellenza dal Ministero dell’Istruzione, che stimolò la partecipazione dei sindaci e degli amministratori locali di tutta la provincia, degli operatori del mondo della scuola, delle imprese, delle organizzazione di categoria e dell’associazionismo, tutti impegnati nel tentativo di costruire un’alleanza territoriale in grado di riqualificare e dare impulso al sistema scuola, settore centrale per qualsiasi prospettiva di crescita e sviluppo socio-economico si intenda perseguire.

Da Consigliere Regionale sono decine le iniziative consiliari intraprese quale primo firmatario, o condivise  con i colleghi del mio gruppo consiliare, ma una in particolare, e cioè la riduzione dell’aliquota IRPEF, merita, tra le tante, di essere menzionata quale esempio di buona politica.

In caso di vittoria, quali sono le problematiche del territorio che vorrebbe portare in Consiglio Regionale?

Penso che il problema legato alla modernizzazione e all’adeguamento della viabilità e dei trasporti tra il nostro territorio, l’hinterland cagliaritano e le zone limitrofe, costituisca una delle principali battaglie che dovrà essere combattuta per intero. Veniamo da anni di abbandono e marginalità delle scelte compiute dal governo Cappellacci nei confronti di una zona, la nostra, che merita, al pari di altre, considerazione e rispetto. Oggi siamo più periferia di 5 anni fa e a pagare, non sono solo le decine di migliaia di pendolari distribuiti tra Sinnai, Settimo e Mara, ma il disagio dell’intero sistema socio economico territoriale, meno accessibile, costretto ad un deficit di competitività rispetto alla concorrenza limitrofa.

Quale è il modello di risanamento dell’economia che porterebbe sollievo ai tanti giovani e meno giovani che perdono lavoro o che emigrano in cerca di occupazione?

Il risanamento dell’economia non può prescindere da una seria politica di bilancio, tantomeno si può fondare su proposte totalmente prive di qualsivoglia analisi di fattibilità e sostenibilità.

Avventure-spot come il progetto “flotta sarda” costata oltre 10 milioni di euro di sanzione comunitaria; il dimezzamento della continuità aerea; l’indebitamento di Abbanoa, certificato dal bilancio societario del 2012 sino a raggiungere i 390 milioni di euro; i 500 milioni di disavanzo nella sanità… etc etc, non sono il semplice effetto della crisi globale, ma il frutto di un’azione di governo evidentemente fallimentare e dannosa.

Allora occorre invertire la rotta e scommettere sui valori della serietà, delle competenze adeguate e della consapevolezza degli effetti che le scelte producono, per far si che le straordinarie potenzialità inutilizzate, o male utilizzate, della nostra isola, possano agevolare l’auspicato e possibile processo di crescita e sviluppo.

Solo così potremmo credere nella fattibilità di una moderna politica industriale; un turismo capace di fare sistema; una cultura in grado di produrre valori sociali ed economici; un’agricoltura generatrice, congiuntamente ai beni agricoli, anche di esternalità e beni collettivi (presidio del territorio, salvaguardia dell’ambiente e tutela delle risorse naturali, biodiversità, ricreazione, valorizzazione delle tradizioni e dei saperi locali).

Lotta alla dispersione scolastica e formazione adulta permanente come possibilità per il riscatto sociale e per la riqualificazione. Quale priorità verrà data in Consiglio Regionale?

Serve che il Consiglio regionale, previa consultazione col mondo della scuola, degli enti locali e degli operatori privati, discuta e approvi, urgentemente, la legge regionale sull’Istruzione di cui la Sardegna è priva.

Turismo: settore strategico, quali interventi proporrete affinché la Sardegna possa decollare e sviluppare questo settore tutto l’anno?

Tra le tante cose, occorre sostenere, senza più false partenze, un’adeguata politica dei trasporti valida tutto l’anno, attraverso il ricorso all’incentivazione dei collegamenti a corto e medio raggio in ambito europeo, valorizzando il più possibile una maggiore propensione al viaggio in media e bassa stagione;

Inoltre, di straordinaria importanza è la realizzazione del progetto di riforma legislativa relativo alle tipologie e alla classificazione delle strutture ricettive affinché esse siano in linea con le aspettative del mercato.

Quindi, diversificare e riqualificare le dotazioni e i servizi delle strutture; incentivare la progressiva emersione e professionalizzazione dell’offerta di seconde case ad uso vacanza; promuovere l’offerta ambientale e culturale delle aree interne per consolidare il turismo rurale e sviluppare nuove forme di vacanza attiva e di benessere.

Mobilità e trasporti: un binomio da sempre problematico in Sardegna. Quali idee per il futuro?

Il programma di Pigliaru e della sua coalizione si impegna a ripartire da un Piano regionale dei Trasporti che affronti in una visione proiettata al prossimo decennio lo sviluppo dei settori marittimo, aereo, viario e ferroviario.

L’obiettivo irrinunciabile è una Sardegna pienamente collegata al resto dell’Europa con infrastrutture tecnologiche e di trasporto adeguate agli standard moderni tali da consentire, finalmente, di fronteggiare i costi dell’insularità eliminando le barriere che impediscono ai cittadini ed alle imprese della Sardegna di godere degli stessi diritti delle altre persone in Italia e nell’Europa.

Ci illustri tre motivazioni per le quali gli elettori dovrebbero votarla.

Gli elettori scelgono i loro candidati per ragioni che attengono i valori dell’affidabilità e della correttezza nei rapporti interpersonali e politici, della competenza e anche dell’orientamento politico. Sempre meno, o per niente, per i requisiti di cui gli stessi candidati si vantano.

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