Intervista a Paolo Zedda, candidato consigliere alla Regione Sardegna.

In vista delle prossime elezioni per il rinnovo del Consiglio Regionale abbiamo proposto a tutti i candidati la stessa scelta di domande che spaziano in diversi settori chiave per la crescita e sviluppo della nostra isola.

Iniziamo con le posizioni del candidato Paolo Zedda nella lista Rosso Mori.

Paolo, può raccontare qualcosa di sé a chi non La conosce?

Sono nato a Sinnai nel 1964. Mio padre era medico, mia madre è stata prima insegnante poi genitrice di cinque figli. Mio zio paterno era allevatore, amante dei cavalli e delle nostre montagne. Mio nonno paterno commerciante e produttore di formaggio. Mio nonno materno poeta e cantadori. Tutti erano sinnaesi, da ognuno di loro ho ereditato qualcosa.

In caso di vittoria, quali sono le problematiche del territorio che vorrebbe portare in Consiglio Regionale?

E‘ un tema molto vasto e complesso ma cercherò di sintetizzare in poche parole: la mancanza di lavoro, la mancanza di amore per le nostre cose, la mancanza di speranza nel futuro.

Quale è il modello di risanamento dell’economia che porterebbe sollievo ai tanti giovani e meno giovani che perdono lavoro o che emigrano in cerca di occupazione?

L’economia della Sardegna è in condizioni catastrofiche e (dobbiamo avere il coraggio di dirlo) non è vero che la ripresa è dietro l’angolo. Negli ultimi quattro anni l’industria ha perso quasi la metà della sua capacità produttiva e la cassa integrazione è aumentata di cinque volte, l’agricoltura è quasi scomparsa e la nostra capacità di esportazione è praticamente uguale a zero. Questo disastro non si risana in pochi giorni con la bacchetta magica, bisognerà avere coraggio, pazienza e molta buona volontà. C’è un punto per il quale dobbiamo combattere per ottenere subito una soluzione e pretendere di avere pari diritti col resto d’Europa: siamo l’unica regione del nostro continente (insieme alla Corsica) a non avere il metano. L’uso al suo posto del GPL, che costa esattamente il doppio, crea una diseconomia che ogni anno ci costa mezzo miliardo di euro. Senza contare l’indotto e la fuga del comparto produttivo dovuta agli alti costi dell’energia. L’uscita dalla crisi per il resto, è possibile ma non immediata, e non si otterrà con provvedimenti miracolistici ma con pazienza e tenacia. Ancora una volta cercherò di rispondere citando i tre punti che devono essere il cardine della nostra rinascita: la formazione dei giovani, sia nella scuola che nelle imprese; la lotta alla corruzione e all’illegalità; la capacità di gestire da soli i nostri beni e progettare da soli le soluzioni ai nostri problemi. Lasciare che altri propongano le cure ai nostri mali ci porterà ancora una volta a donare il sangue a chi lucra sulle nostre disgrazie.

Lotta alla dispersione scolastica e formazione adulta permanente come possibilità per il riscatto sociale e per la riqualificazione. Quale priorità verrà data in Consiglio Regionale?

L’istruzione, come ho già detto, è legata direttamente al livello di benessere atteso. Le nazioni oggi in crescita sono quelle che hanno investito sulla scuola e sulla formazione. I paesi asiatici, il nord Europa e gli USA, solo per fare un esempio. La Sardegna ha un livello medio di istruzione troppo basso: a fronte di una media europea di laureati del 27% ed italiana del 15% (tra le più basse del continente) Sinnai, per esempio, ha il 7% di laureati. Un livello paurosamente insufficiente. La soluzione è investire di più sulla scuola, anche se i risultati non saranno immediati. Il basso costo del lavoro, infatti, da solo non produce alcuna ricchezza. I paesi dell’Africa centrale per esempio, anche con un costo del lavoro bassissimo ma senza un adeguato livello di istruzione, son tra quelli più poveri al mondo. Aggiungo che la Sardegna deve avere un modello di scuola suo, diverso da quello del resto d’Italia. Una scuola in cui si studi anche la nostra lingua, la nostra musica, la nostra storia, il nostro turismo, la nostra architettura, i nostri beni archeologici ed artistici. Lo statuto ce ne dà già tutti gli strumenti, anche se non li abbiamo mai utilizzati

Turismo: settore strategico, quali interventi proporrete affinché la Sardegna possa decollare e sviluppare questo settore tutto l’anno?

Dobbiamo costruire una Sardegna nella quale viviamo bene noi insieme ai turisti, in cui i centri storici siano curati e dignitosi, le abitudini sociali serene a misura d’uomo, le tradizioni artistiche e suggestive. Dobbiamo offrire ai turisti le emozioni che noi stessi godiamo, non solo il mare estivo ma anche i fuochi di sant’Antonio e le suggestioni del carnevale, i riti della settimana santa, la sagra di sant’Efisio, e del Redentore, i sapori e i profumi dei nostri cibi e dei nostri vini. Mi piacciono meno i modelli (tipo Costa Smeralda) nei quali una parte nostro del territorio viene sequestrata da investitori continentali per creare dei paradisi artificiali nei quali noi sardi, nella migliore delle ipotesi, facciamo da spettatori.

Mobilità e trasporti: un binomio da sempre problematico in Sardegna. Quali idee per il futuro?

Abbiamo due problemi legati ai trasporti: quelli interni, un disastro. La nostra 131, simbolicamente, non l’ho mai conosciuta senza deviazioni, rallentamenti, cartelli fuori posto e lavori in corso. Mai in più di 40 anni che la percorro; poi ci sono i trasporti esterni, quelli che ci uniscono al continente: anche lì la continuità territoriale no si è mai raggiunta, con gravissimo danno per il commercio ed il turismo, solo per fare un esempio. La soluzione è una maggiore serietà e competenza ed il cambio di una classe dirigente che si è rivelata ampiamente inadeguata.

Ci illustri tre motivazioni per le quali gli elettori dovrebbero votarla.

1) perché amo la mia terra ed i miei figli;

2) perché non sono un politico di professione;

3) perché ho il coraggio di essere coerente con le mie idee.

paolo zedda1

4 pensieri su “Intervista a Paolo Zedda, candidato consigliere alla Regione Sardegna.

  1. speriamo si guardi anche chi e meno in vista ,io su Paolo o molta fiducia non lo conosco abbastanza ma credo di poter dire che e una persona meritevole seria e sono certo che prendera a cuore queste sue promesse,ribadisco aiutiamo anche chi e meno in vista

  2. nelle sue parole trasmette un certo senso di dignità!. speriamo che la conservi per tutto il suo mandato, e, che non si perda nei meandri delle parole perdute!!. per il resto, se Paolo vuole rimettere ordine nella nostra isola, per noi e per i nostri figli, io sono con Lui. magari sarà la volta che in tanti, troveremmo da lavorare!!.

  3. Massima affidabilità, il dott. Zedda quando ci si mette, le cose le fa seriamente e fino in fondo, che sia professione, attività poetica o consiglio comunale. Mi piace il discorso sull’istruzione, senza la quale non andiamo da nessuna parte, anzi peus, torraus a pallas e a coa.

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