Intervista a Ilaria Vigo, candidato consigliere alla Regione Sardegna.

Elezioni Consiglio Regionale Sardo 2014: proseguiamo con la pubblicazione delle risposte dell’altra candidata donna a Sinnai Ilaria Vigo nella lista PSI.

Ilaria, può raccontare qualcosa di sé a chi non La conosce?

Certo. Innanzitutto vorrei ringraziarvi per l’iniziativa di diffondere le proposte e le idee dei candidati in quanto la reputo utilissima per aiutare gli elettori a fare una scelta ponderata, come dovrebbe sempre essere, nel momento in cui si scelgono i propri rappresentanti di governo.

Ho 35 anni, sono sposata e madre di un bimbo di 3 anni. Da quando sono diventata mamma ho interrotto la mia professione di agente immobiliare e gli studi in Economia, un po’ per scelta un po’ perché ho toccato con mano le difficoltà di una neo-mamma che si vuole reinserire nel mondo del lavoro e non può contare su aiuti familiari nel prendersi cura del proprio figlio. Prima ancora sono stata dipendente nei Super Pan e Iper Pan. Adesso mi occupo da un anno dell’Associazione culturale “Tra il dire e il fare” che ho fondato e di cui sono presidente, all’interno della quale curo personalmente i laboratori per bambini.

Questa è la mia prima esperienza politica che ho deciso di intraprendere spinta dalla voglia di dare un contributo attivo per cambiare una condizione che non è più tollerabile in Sardegna, mettendomi pertanto a disposizione delle persone come portavoce delle loro esigenze, le esigenze di tutti.

Un partito storico, come il PSI, mi ha offerto questa possibilità, sostenendomi con  esperienza e profonda conoscenza delle problematiche della nostra società. Un partito dagli ideali e dai valori preziosi che oggi più che mai abbiamo bisogno di riscoprire: la solidarietà, l’integrazione sociale, l’uguaglianza, la libertà. E che da sempre si è battuto al fianco dei lavoratori.

In caso di vittoria, quali sono le problematiche del territorio che vorrebbe portare in Consiglio Regionale?

Tutte ovviamente! Perché tutte hanno necessità di una soluzione. E’ chiaro che ci sono delle problematiche più urgenti rispetto ad altre, ma purtroppo credo che in Sardegna le emergenze siano davvero tante. E’ fondamentale agire in fretta sulla disoccupazione che ha raggiunto livelli a dir poco preoccupanti e per farlo bisogna necessariamente intervenire su aspetti come l’istruzione, la formazione, l’incentivazione e la promozione di attività che presentano ampi margini di sviluppo e che debbono essere maggiormente valorizzate. E’ altrettanto indispensabile aiutare le imprese in difficoltà a risollevarsi e non si può pensare di farlo se non si interviene sui trasporti e sulla viabilità, sulla necessità della gassificazione in Sardegna, sulla ricerca e l’innovazione e, sulla semplificazione burocratica che è una necessità di tutto il nostro Paese. Con determinazione, forza di volontà e pazienza, bisogna trovare le soluzioni per sciogliere tutti i nodi, uno per uno, ascoltando la gente, coinvolgendo in modo doveroso i diretti interessati, creando un filo diretto con le istituzioni.

Quale è il modello di risanamento dell’economia che porterebbe sollievo ai tanti giovani e meno giovani che perdono lavoro o che emigrano in cerca di occupazione?

Per prevenire il problema della disoccupazione è indispensabile agire fin dalla scuola. I ragazzi devono poter entrare nel mondo del lavoro già in possesso degli strumenti necessari. Non partendo dall’idea che quasi sicuramente non troveranno lavoro e magari saranno costretti ad andar fuori perché non sanno da dove cominciare, non hanno i mezzi e soprattutto si sentono soli a dover affrontare un mondo completamente nuovo. Non c’è peggior inizio! A chi è già uscito dalla scuola invece si deve garantire sempre la formazione e la possibilità di imparare un mestiere diverso, mettere tutti nella condizione di poter ricominciare. Dobbiamo essere in grado di sapere esattamente quali sono le figure professionali necessarie nel nostro territorio, comunicando in modo sistematico ed efficace con le aziende presenti, attraverso dei Centri dei Servizi per il Lavoro più adeguati.  Bisogna adoperarsi concretamente per creare queste figure, con corsi professionali, stage, tirocini continui. Inoltre, come dicevo  prima, incentivare attività che nella nostra regione hanno grandi potenzialità. Io trovo che l’agricoltura sia  la prima fra tutte! La società richiede sempre di più prodotti sani, locali e biologici. Oggi importiamo più di ciò che produciamo ma possiamo essere autonomi ed anzi esportare di più, se cominciamo a credere di più in questo settore. Non scegliendola come attività di ripiego ma vedendola come una grande opportunità.  Altre attività importanti e innovative possono essere quelle derivanti dal riciclo dei rifiuti solidi. Dobbiamo attivarci in questo senso portando la conoscenza e l’esperienza di altre realtà per incentivare lo sviluppo di attività nuove nella nostra isola. Oltretutto si darebbe un grande contributo a migliore la raccolta differenziata riducendone anche i costi.

I Centri dei Sevizi per il Lavoro devono costituire un punto di riferimento concreto però per chi cerca lavoro, devono dare risposte adeguate, convogliando nella giusta direzione: nell’inserimento immediato o verso la formazione o verso la creazione di nuove imprese. Quindi più strutturati e con figure professionali adeguate.

Lotta alla dispersione scolastica e formazione adulta permanente come possibilità per il riscatto sociale e per la riqualificazione. Quale priorità verrà data in Consiglio Regionale?

La massima priorità. Senza interventi sulla scuola e sulla formazione si continuerebbe ad alimentare il bacino dei disoccupati. L’istruzione deve necessariamente essere più diffusa, perché nessuno venga penalizzato per via del luogo in cui abita o per il reddito. Tutti i giovani devono poter partire dalle stesse basi e le istituzioni hanno il compito e il dovere di accorciare le distanze e di colmare i divari esistenti con interventi concreti: dai mezzi di trasporto, agli alloggi, al sostegno economico alle famiglie. Inoltre la scuola e i metodi di insegnamento devono essere moderni, al passo coi tempi e con le altre realtà. Bisogna investire costantemente per adeguare le strutture, gli strumenti didattici e poter aggiornare in modo continuo gli insegnanti. I giovani non credono più nella scuola. Mi capita spesso di sentirli, demotivati, partire dal presupposto che tanto non sarà un diploma o una laurea a garantirgli un lavoro. Per questo è necessario che la scuola secondaria superiore e l’università lavorino per un concreto inserimento nel mondo del lavoro, potenziando la comunicazione e la collaborazione con le imprese sia pubbliche che private.

Per quanto riguarda la formazione adulta, come già detto, bisogna garantire con maggiore continuità stage formativi, tirocini e corsi facilmente accessibili ed efficaci, che una volta terminati forniscano davvero strumenti e conoscenze spendibili nel mondo del lavoro perché programmati con scrupolosa attenzione al contesto lavorativo del territorio.

Turismo: settore strategico, quali interventi proporrete affinché la Sardegna possa decollare e sviluppare questo settore tutto l’anno?

Che la Sardegna, per il suo paesaggio e le sue peculiarità, la storia e le tradizioni, possa vivere di turismo durante tutto l’anno, senza conoscere crisi, è risaputo. Ma ci sono degli ostacoli che se non rimossi rendono tutto questo un sogno irrealizzabile. Il più grande a mio parere è il costo per raggiungerla. Durante l’esperienza di agente immobiliare mi sono occupata anche del settore turistico e ho toccato con mano il problema dei turisti che per venire in Sardegna si ritrovavano a spendere molto di più di quello che avrebbero speso per una vacanza in Spagna, Grecia, Egitto…e con grande rammarico rinunciavano per l’ennesimo anno alla nostra isola. Il problema della continuità territoriale va risolto una volta per tutte! Pretendendo l’intervento dello stato che ha il dovere di metterci nelle stesse condizioni delle altre regioni d’Italia. La nostra economia in generale, non solo il turismo, ha assoluta necessità di costi ridotti nei collegamenti marittimi e aerei. Questa è più che una priorità!

Contemporaneamente si deve lavorare per una maggiore valorizzazione della nostra cultura, dei nostri prodotti, del nostro paesaggio meraviglioso che spesso noi stessi sardi non conosciamo bene e non apprezziamo. La nostra terra è unica e i turisti se ne innamorano ma dovremmo amarla di più noi che ci viviamo e che ci siamo nati. Dobbiamo proteggere i nostri luoghi e le nostre ricchezze e saperli promuovere. Aumentare le sinergie, migliorare le strutture esistenti e diffondere la cultura della buona accoglienza. Premiare gli operatori del settore che vanno in questa direzione. Tutto nel costante e fondamentale rispetto dell’ambiente nel suo complesso, come risorsa preziosa.

Mobilità e trasporti: un binomio da sempre problematico in Sardegna. Quali idee per il futuro?

Sul tema della continuità territoriale mi sono già espressa e ribadisco che è una necessità primaria per tutta la nostra economia e il nostro sviluppo socio-culturale.

Bisogna poi intervenire per incentivare il trasporto pubblico locale. Investire di più in tutto ciò che costituisce un servizio di trasposto pubblico con l’obiettivo di ridurre in poco tempo l’utilizzo dell’auto privata. E’ indispensabile rendere più efficienti i collegamenti pubblici, con la metropolitana leggera, gli autobus, i taxi e i treni, applicare tariffe agevolate per chi utilizza sistematicamente i mezzi pubblici e in base al reddito. Rendere efficienti, moderni e sicuri i trasporti pubblici perché operare in questa direzione porta molteplici benefici: dall’ambiente, alla sicurezza, alla salute pubblica, all’economia. Ed è necessario che tutti i cittadini ne siano coscienti e giustamente sensibilizzati e informati.

Anche la rete stradale va migliorata e modernizzata, resa scorrevole e veloce, ma non investendo di più semplicemente gestendo meglio le risorse.

Ci illustri tre motivazioni per le quali gli elettori dovrebbero votarla.

Perché non ho esperienza politica ma ho vissuto personalmente i problemi, in Sardegna, di chi lavora alle dipendenze, di chi studia, di chi fa un lavoro autonomo e di chi è donna e mamma e deve conciliare tante attività.

Perché credo di poter rappresentare tanti elettori onesti che vogliono davvero migliorare le condizioni di vita nella nostra isola.

Perché vedo il ruolo di consigliere regionale come un incarico a servizio della gente e per il bene comune.

Ilaria

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