“Zio Efisio”, una vita per gli altri.

Di Mauro Manunza –

Zio Efisio se n’è andato. In sereno silenzio, così come tranquilli e quieti sono stati i novantadue anni della sua vita: una vita di scelta ascetica, propensa alla meditazione, al dominio degli istinti, alla riflessione, all’elevazione spirituale, ma non al distacco dal mondo. Consapevole di essere cittadino di una vasta comunità, assai più larga del contado sinnaese e della stessa Sardegna, aveva il piacere d’incontrare gente, parlare, ascoltare, capire, proporre, aiutare. Si direbbe avesse due famiglie: la moglie, i figli e i nipoti nella comoda abitazione a Sinnai; e poi i visitatori, persone, tante tante persone sconosciute che andavano a trovarlo nell’isolata casa in campagna (un’amena località chiamata Mitza Fonnai) non lontano da Corongiu, dove trascorreva gran parte del tempo nel verde, fra le piante e gli animali domestici. Lì per decenni ha ricevuto gente, donne e uomini, giovani e anziani, persone d’ogni carattere e cultura che ambivano a sentire il suo parere. Su che cosa? Su tutto, qualsiasi genere di argomento e problema, qualunque situazione preoccupante o ansia esistenziale. “Zio Efisio” Olla era lo zio di tutti, pacato e affettuoso, gentile, paziente. Saggio dispensatore di ponderatezza.

L’ascetismo – se ascetica può davvero definirsi la sua austerità di vita – era nel modo di condursi, e di condurre per quanto possibile la vita degli altri; quanto meno, di suggerire un indirizzo di esistenza. Si comportava secondo un ideale etico e trasmetteva opportune condotte di comportamento morale in rapporto all’idea del bene e del male; nel suo razionalismo era facile constatare che avesse acquisito un alto livello di spiritualità. Per Sant’Agostino l’ideale del saggio è nell’amore di Dio, ma non si può dire che i forti valori d’interiorità coltivati dallo Zio Efisio sconfinassero nel misticismo.

Ne è prova la svariata ricchezza di libri che affollano gli scaffali nella stanza-rifugio di quest’uomo certamente straordinario, diverso, affascinante nella sua personalità e accattivante nel parlare metafisico. Autodidatta, privo di un titolo di scuola superiore, aveva una libreria personale di notevoli curiosità culturali: dalle opere classiche greche e latine ai testi filosofici (Agostino compreso), dalla letteratura classica ai romanzi moderni, dalle storie della storia del mondo (fra gli altri un corposo volume di Rosario Villari) a quella specifica delle religioni…

C’è fra gli altri un volumetto di neppure 70 pagine, copertina rossa, l’ultimo arrivato. S’intitola “Gli Angeli della Pampa”. Autore: Efisio Luigi Olla. Scritto qualche anno fa, di getto e in pochi giorni, è un racconto le cui scene <sono comparse insistentemente nella mia mente – avverte l’autore in premessa – dandomi la sensazione di averle vissute in prima persona>. In proposito va detto che più d’un suo confidente, fra gli innumerevoli (quanti?) che andavano a incontrarlo, riferisce di significativi sogni che accompagnavano i suoi sonni e cui egli faceva talvolta riferimento. Vero o falso, certo Zio Efisio si esprimeva in modo complicato, spesso non immediatamente comprensibile, anche attraverso riferimenti astratti e comunque non verificabili nella concretezza dell’esperienza. Così nel parlare e così soprattutto nello scrivere. Le lettere che consegnava o mandava ai visitatori di costante frequentazione (molti eruditi e di solida cultura) si rivelavano complessi trattati di indicazioni, princìpi e precetti esposti attraverso ragionamenti che travalicavano la conoscenza sensibile. Ciò non impediva al destinatario di comprendere il fondamento dei concetti e far tesoro di quelle istruttive lezioni sul vivere in pace col mondo e la coscienza.

Assai più semplice il racconto (opera prima e ultima dell’ormai vecchio Efisio) ambientato in Argentina fra i gauchos della Pampa. Un breve e agile romanzo, delicato e ricco di riflessioni sul senso dell’esistenza terrena, sui valori morali, sull’amore, sulla vita e sulla morte. Lo svilupparsi della storia induce alla meditazione, e ancor più il raccoglimento dello spirito è favorito dalle poesie che sorprendentemente si alternano al testo di scorrevole prosa: teneri versi, rivelatori di un grande amore per la natura e di fiducia nell’uomo.

Era un poeta, Zio Efisio. E severo con se stesso, risoluto, preciso: si può credere che abbia deciso quando andarsene. Negli ultimi mesi stava male, era stanco, non aveva interesse a nutrirsi. Ha detto a un figlio che stata temporaneamente a Roma per un corso professionale: <Vai tranquillo, ti aspetto>. Così si è “coperto di luce” giusto la sera che il giovane sbarcava in porto dal traghetto. E ora insegue i suoi preconizzanti versi <…nello spazio infinito, senza confini e senza orizzonti che limitano agli occhi lo spazio visivo>. Prosegue libero il suo <infinito cammino in una quieta aura di pace>.

efisio

 

 

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